ORDINE DEL GIORNO SU DECRETO SVUOTA CARCERI

GRUPPO CONSILIARE LEGA NORD

Provincia di Piacenza

 

                                                  ORDINE DEL GIORNO

 

Premesso che

 

v  è approvato dalla Camera e attualmente in discussione al Senato il progetto di legge n. 331 e 927, di iniziativa dell’on. Ferranti, Costa e altri, recante “Delega al Governo in materia di pene detentive non carcerarie e disposizioni in materia di sospensione del procedimento con messa alla prova e nei confronti  degli irreperibili”;

 

v  tale provvedimento, c.d. “svuota carceri”, è infatti improntato a finalità di riduzione del numero dei detenuti ristretti nelle carceri italiane, ma l’effetto sarà quello di rimettere in libertà delinquenti che si sono macchiati di reati di grave allarme sociale;

 

v  difatti, ai sensi dell’articolo 1 del disegno di legge, potranno beneficiare della detenzione domiciliare, quale pena principale per i delitti puniti con pene detentive fino a sei anni di reclusione, gli autori di gravissimi reati quali, a titolo esemplificativo, truffa, furto, furto con strappo e in abitazione, violenza privata, pornografia minorile, atti persecutori (stalking), prostituzione minorile e altri, mentre invece tale provvedimento non prevede alcun investimento a favore delle forze dell’ordine, cui sarà demandato il compito di effettuare i controlli sull’effettività delle detenzioni domiciliari;

v  l’articolo 2 del disegno di legge, attraverso l’istituto della messa alla prova, consente poi una vera e propria impunità del delinquente che commette reati, sempre di grave allarme sociale, tra cui, peculato mediante profitto dell'errore altrui, indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato, corruzione per un atto d'ufficio, abuso d'ufficio e altri oltre a quelli sopra richiamati, in quanto la commissione di tali reati “costerà” un brevissimo periodo di lavori di pubblica utilità, e, poiché al termine del periodo, il certificato penale del reo sarà “intonso”, la persona offesa non potrà richiedere alcunché a titolo di risarcimento del danno, stante appunto l’estinzione del reato commesso;

Evidenziato che

 

v  il problema del sovraffollamento degli istituti penitenziari italiani è stato in passato risolto con amnistie e indulti e altri provvedimenti “tampone”, come quello in premessa, ma tali strumenti si sono rivelati del tutto inidonei a risolvere il problema, tanto che le carceri sono tornate in breve tempo stracolme come prima, creando però nel frattempo più problemi alla sicurezza dei cittadini;

 

v    ciò è anche dimostrato proprio dalla ciclicità di tali provvedimenti, in quanto l’A.C. 331 e 927 segue di solo un anno il decreto legge 211/2011, che sostanzialmente ha previsto, da un lato, l’estensione a 18 mesi della soglia di pena detentiva, anche residua, per l'accesso al benefico dell’esecuzione della pena presso il domicilio, (oltre 7.000 i condannati effettivamente scarcerati) e dall’altro lato, la rinuncia, in attesa del giudizio per direttissima, all’applicazione della custodia cautelare in carcere per una serie di reati di grave allarme sociale (ad esempio furto, furto con violenza o con destrezza, come quello commesso su mezzi pubblici di trasporto, o nei confronti di chi si stia, o si sia appena recato presso sportelli automatici di prelievo di danaro o in banca) sostituita dalla detenzione presso il proprio domicilio;

 

v    il problema del sovraffollamento carcerario potrebbe fortemente ridimensionarsi se si perseguisse un’efficace politica di accordi bilaterali finalizzata a far scontare la pena ai detenuti stranieri nelle carceri dei Paesi di origine;

 

v    infatti, secondo recenti dati forniti dal Ministero della Giustizia, la capienza regolamentare dei 206 istituti presenti nel nostro paese è di 47.045 posti e che se dal totale dei detenuti presenti nelle nostre carceri (65.917) vengono sottratti quelli stranieri, (23.438), si ottiene un numero di detenuti (42.479), ben al di sotto della capienza regolamentare (47.045);

 

 

Considerato che

 

v  da un articolo apparso sul Sole 24 Ore di lunedì 17 giugno, che riprende i dati forniti dal Ministero dell'Interno e riferiti al 2012 , si apprende che, se l'aumento dei crimini denunciati in generale ha avuto un incremento del 1,3%, (circa 2,8 milioni, ossia 36 mila in più rispetto al 2011), dall'analisi per tipologia di reato il peggioramento più pesante è per i c.d. reati predatori, che sono quelli che incidono direttamente sui beni personali, maggiormente legati alle fasi di crisi economica e in grado di destare particolare allarme nella collettività, ossia  furti, scippi, borseggi e truffe che vanno a colpire i singoli cittadini, anche con modalità particolarmente violente, ossia gli stessi previsti dal disegno di legge di cui in premessa;

 

v  sempre secondo tali dati, oltre la metà delle denunce riguarda la sottrazione di beni, ossia i furti: oltre 1,5 milioni, in aumento del 4% rispetto al 2011, tra cui spiccano ancora di più i furti in casa sia come numero (quasi 273 mila) sia come incremento (circa 16% in più), seguono i borseggi che si avvicinano a 150 mila con un aumento dell'11%, le frodi (114 mila con un aumento dell 8%), le rapine (42 mila con aumento del 5%) e gli scippi (20 mila con un aumento del 14%);

 

v  con riguardo allo stalking le cifre sono ancora più allarmanti: nel 2011 sono state denunciate 8.141 persone, nel 2012 invece 8.821 e solo nei primi mesi di quest’anno 7.094, per cui le previsioni parlano di oltre 20 mila casi a fine anno.

 

 

Sottolineato che

 

v  il provvedimento in discussione attualmente al Senato, introduce l’ennesima resa da parte dello Stato nella repressione dei reati, privando di ogni tutela il cittadino e la persona offesa del reato, e allo stesso tempo veicola un messaggio di sostanziale impunità per chi delinque;

 

 

 

IMPEGNA LA GIUNTA PROVINCIALE

 

ad attivarsi in tutte le sedi più idonee nonché a stimolare nei modi appropriati le istituzioni nazionali affinché il provvedimento non venga approvato ed altresì che invece il problema del sovraffollamento del nostro sistema carcerario venga affrontato attraverso un piano di interventi di edilizia carceraria nonché attraverso accordi bilaterali per far scontare la pena detentiva dei detenuti stranieri nei loro paesi di origine.

 

 

PIACENZA 10/07/2013

 

I consiglieri provinciali

 

Danila Pedretti

 

Giamapaolo Maloberti