GIUNTA PIACENZA, LA LEGA NORD CHIEDE LE DIMISSIONI DEL SINDACO: "HA FALLITO"

ALTRO CHE RIMPASTO, MANCA UN LEADER. AZZERARE QUESTA ESPERIENZA AMMINISTRATIVA”

 

"Basta giocare a salvare il salvabile. Il sindaco Dosi ha fallito su tutta la linea. È venuto il momento che getti la spugna". In pieno rimpasto, la Lega Nord provinciale invoca le dimissioni del sindaco Paolo Dosi. "Insicurezza, criminalità, centro storico deserto, ambulanti sul piede di guerra: la città, con la giunta Dosi, sta vivendo una crisi epocale. Il sindaco, per sua stessa ammissione, non è stato capace di creare e guidare una squadra coesa e di tenere salda la maggioranza. A un anno e mezzo dal suo insediamento, ha perso la fiducia dei suoi consiglieri, del suo partito e dei piacentini. Senza un leader non può nascere la squadra. È quindi venuto il momento di ammettere il fallimento e di azzerare questa esperienza amministrativa".

MALORE BERSANI, LA SEGRETERIA PROVINCIALE DELLA LEGA: “VICINI A LUI E FAMIGLIA”

"Sinceri auguri di pronta guarigione a Pier Luigi Bersani". E' quanto esprime la segreteria provinciale della Lega Nord nei confronti dell'ex segretario Pd colpito questa mattina da malore e da poco sottoposto a un delicato intervento neurochirurgico.

"La Lega Nord piacentina, con tutti i suoi militanti, si stringe a Bersani e ai suoi familiari" e incoraggia l'esponente Pd "a resistere in questa difficile prova, confidando che la sua tempra possa presto rimetterlo in forze e che le sue energie di militante di lungo corso lo aiutino a superare questo difficile momento".

ROM, LEGHISTA RICHIAMATO DAL GOVERNO, SOLIDARIETÀ A CAVALLI DAL CARROCCIO PIACENTINO

PISANI: "LETTA NON LASCI PASSARE SIMILI INTIMIDAZIONI". PARMA: "NON HANNO NIENTE A CUI PENSARE". MALOBERTI: "FREGNACCE GOVERNATIVE"

Dopo il caso del consigliere regionale leghista Stefano Cavalli, richiamato da palazzo Chigi per aver chiesto di dirottare a giovani, anziani e cassintegrati il milione di euro oggi stanziato dalla Regione a favore dei nomadi, arriva la solidarietà della Lega Nord. Il vicepresidente della Provincia Maurizio Parma, con il segretario provinciale del Carroccio Pietro Pisani e il consigliere provinciale Giampaolo Maloberti esprimono la propria vicinanza a Cavalli, che incoraggiano a "proseguire in questa battaglia di civiltà a favore della nostra gente".

"Quelle di Roma sono inaccettabili intimidazioni che la dicono lunga sulle priorità del Governo - contesta Pisani -. In questo momento in cui il Paese sta cadendo a pezzi e non si sa come uscire dall'impasse in cui ci hanno costretto questi politicanti, i dirigenti romani non hanno altro di meglio da fare che riunirsi per mettere all'indice le opinioni politiche di un esponente della Lega Nord, opinioni che, in quanto tali, sono garantite e salvaguardate dalla Costituzione".  "Intanto la gente perde il lavoro e le tasse continuano ad aumentare, nell'indifferenza dell'Esecutivo". "Ci aspettiamo che Letta richiami all'ordine il 'suo' organismo (l'ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali) che ha intimato a Cavalli di mutar pensiero e che simili fatti non avvengano più".

"Il caso di Cavalli è la chiara dimostrazione di come a Roma perdano tempo e buttino soldi in organismi e iniziative inutili, mentre il Paese vive ben altre emergenze. Come se il Governo, in questi tempi di crisi, non abbia altre priorità di cui occuparsi", contesta Parma.

"Letta e i suoi continuano a dire che i loro punti fissi sono lavoro e occupazione, poi se ne escono con simili 'fregnacce' - protesta Maloberti -. Chiusi nei palazzi romani questi governanti sono totalmente svincolati dalla realtà e dai problemi concreti dei cittadini, lo dimostra anche il fatto che hanno recentemente aumentato da 185 a 207 i prefetti, in barba a tagli e ristrettezze economiche. E intanto il Paese reale lentamente muore, vittima dell'inerzia di questi politicanti".

CESI PIACENZA, 60 LAVORATORI A RISCHIO, CAVALLI (LN) 'CHIAMA' MUZZARELLI: “INTERVENGA SUBITO”

INTERROGAZIONE IN REGIONE. ALL'ASSESSORE: "SCONGIURARE UN NATALE AMARO PER I DIPENDENTI"

Lavoratori Cesi in bilico per la paventata chiusura del laboratorio chimico di Piacenza. Sono a rischio 60 dipendenti. A lanciare l'allarme in Regione è il consigliere Stefano Cavalli (Lega Nord) che in un'interrogazione presentata oggi invoca "l'immediato intervento dell'assessore Gian Carlo Muzzarelli, perché "non sia un Natale amaro per i lavoratori piacentini".

Cesi si occupa dal 1956 di prove e certificazioni di apparati elettromeccanici, di consulenze sui sistemi elettrici. A Piacenza la società è operativa nei settori "Ambiente e ingegneria". La quota di maggioranza del pacchetto azionario è di Enel e Terna che oggi parlano di "scarsa competitività del centro piacentino" per giustificare il taglio annunciato. L'azienda intenderebbe affidare le analisi - oggi realizzate dal polo piacentino - a un'altra struttura, che farebbe lo stesso lavoro, in maniera molto più superficiale e basandosi su precariato e riduzione allo stremo dei costi, contestano le sigle sindacali.

"Quelle dell'azienda sono motivazioni che non rendono ragione di anni di attività sempre all'altezza delle aspettative aziendali, sia in termini di operatività che di risultati economici - protesta Cavalli -. Per questo ci saremmo aspettati investimenti in attrezzature e personale, investimenti che, peraltro, risultano essere stati annunciati negli ultimi anni, ma non concretizzati" dice l'esponente del Carroccio. "Parliamo di una realtà importante, collocata in una sede, Piacenza, che è da sempre capitale energetica dell'Emilia Romagna e del Paese".  "Non si capisce come un centro di servizi di livello internazionale come Cesi possa pensare di disperdere un patrimonio professionale e di competenze come quello piacentino, da sempre punto di riferimento per Enel, Edipower, Sogin e molte altre società del settore. Ci pare una decisione immotivata, che porterà gravi conseguenze per il nostro territorio e che contrasta con le numerose commesse oggi in essere. In prospettiva futura la chiusura del laboratorio mette a rischio l'intera sede piacentina della Cesi. La perdita del centro rappresenterebbe l'ennesimo duro colpo alla produttività locale, già seriamente provata da una lunga serie di 'chiusure eccellenti' e 'delocalizzazioni selvagge' che stanno avendo drammatiche ripercussioni occupazionali e, di conseguenza, sociali".

Lunedì 23 dicembre 2013

BONIFICA, SALASSO CONFERMATO PER IL 2014, 73MILA AZIENDE PAGHERANNO IL 30 PER CENTO IN PIÙ, CAVALLI (LN): “COSì IL CONSORZIO AUGURA BUON NATALE AI PIACENTINI”

 

IL CONSIGLIERE LEGHISTA SPRONA LA REGIONE A "NON APPROVARE IL BILANCIO PREVISIONALE". "COSTI ILLEGITTIMI SULLA MANUTENZIONE STRAORDINARIA. DUBBI SU PREVENZIONE DISSESTO: "SOLO UN INGEGNERE PER IL MONITORAGGIO DELLE DUE DIGHE"

 

Confermata anche per il 2014 la stangata sui minimi di contribuenza. Il consorzio di bonifica ha infatti 'blindato' i rincari al 30 per cento per 73mila aziende di Piacenza e provincia. "Così la bonifica augura buon Natale ai piacentini" è il commento ironico del consigliere regionale leghista Stefano Cavalli che torna a opporsi ai rincari e chiede alla "Regione di non approvare il bilancio previsionale". Nel mirino, in particolare, i costi di manutenzione straordinaria, sostenuti fino ad oggi ma in aperto contrasto con lo statuto del consorzio, come confermato dall'assessore Tiberio Rabboni nella risposta a un'interrogazione dello stesso Cavalli. "Quelle spese spettano allo Stato e alla stessa Regione, eliminandole si eviterebbero i rincari" spiega l'esponente del Carroccio che ha già chiesto copia del documento contabile 2014 per verificare "se spese illegittime siano previste anche per il prossimo anno". Negli anni passati - fa sapere - compaiono stanziamenti per la manutenzione straordinaria nell'ordine del milione e trecentomila euro annui. "Non è il consorzio a doversene far carico, lo statuto parla chiaro. Quei soldi gravano inutilmente sulle spalle dei contribuenti".   Cavalli si dice inoltre "preoccupato" anche in relazione alla prevenzione del rischio idrogeologico: "Risulta che il consorzio abbia un solo ingegnere specificamente addetto alla gestione delle due dighe piacentine del Molato e di Mignano". Il dato sarà evidente nell'organigramma che l'esponente leghista ha chiesto alla Regione. "Vogliamo capire come ciò sia possibile e prevenire possibili rischi legati a eventuali deficit di prevenzione".

 

STOP ALLA PIACENZA-CREMONA, IRA DI CAVALLI (LN): “CI STANNO ASFALTANDO”

IL CONSIGLIERE AVEVA PRESENTATO UN'INTERROGAZIONE SUL TEMA IL 5 DICEMBRE, "MAI RICEVUTO RISPOSTE. L'ASSESSORE SI È NASCOSTO". ALTRO CHE "MOBILITÀ SOSTENIBILE"

"Quando c'è da tagliare la Regione parte sempre da Piacenza, quando c'è da investire parte da Bologna. Così Errani e i suoi stanno 'asfaltando' il nostro territorio". Il consigliere leghista Stefano Cavalli va all'attacco dell'amministrazione regionale dopo la soppressione della linea ferroviaria Piacenza-Cremona, tema su cui il 5 dicembre scorso aveva presentato un'interrogazione, paventando il rischio-tagli, che si è puntualmente concretizzato. "A quell'interrogazione la Regione non ha ancora risposto. E ora veniamo informati dai giornali della triste notizia, a decisione già presa". "L'assessore Alfredo Peri ha giocato a nascondino, pensando di dribblare la protesta dei territori". "Siamo trattati come la Cenerentola della Regione. Il movimento dei forconi dovrebbe rivendicare anche questo".

Cavalli rincara la dose, criticando anche la scelta di potenziare il servizio bus a seguito della soppressione dei convogli.

"E' una infelice illusione pensare che i pullman possano rimpiazzare i treni". Senza contare che "il traffico su gomma è molto più inquinante, a dimostrazione dell'incoerenza di questa giunta, che si riempie la bocca con parole come 'svolta green' e 'mobilità sostenibile'".

"Continueremo nella nostra opera di monitoraggio dei disagi e disservizi a cui ci ha condannato la Regione - annuncia l'esponente del Carroccio -, continuando a contestare il metodo di questa giunta che si comporta come un monarca assoluto".

Giovedì 12 dicembre 2013